5 consigli per scegliere i regali di Natale perfetti

Salva amici del blog, nei negozi si respira già aria di Festa e, anche se a molti di voi potrà sembrare prematuro, è già tempo di parlare di regali di Natale.

Se siete alla ricerca di nuove ed originali idee regalo di Natale, cliccate qui.

Alcuni consigli per scegliere i regali di Natale perfetti:  




Ogni dono dovrebbe piacere in egual misura a chi lo fa e ai loro destinatari. Credo sia giusto che i nostri Regali natale dovreddero rispecchiare sia il nostro stile che essere scelti pensando al gusto di chi li riceverà.




I regali di Natale dovrebbero portare gioia e felicità, quindi meno calzini a tinta unita (quelli tutti colorati vanno bene ;D) e più allegria!!!




Cogliere l'occasione per regalare qualcosa che il destinatario non si compererebbe mai da solo o che sapete per certo che non si è ancora comprato :D Insomma osate... ma non troppo :D




I Regali di natale dovrebbero essere un mix di utilità ed estetica. Perchè mentre un dono bello ma totalmente inutile, tende a finire relegato in fondo ad un cassetto o ad impolverarsi su una mensola, un regalo solamente funzionale potrebbe risultare un po' asettico... d'altronde anche l'occhio vuole la sua parte ;)





Non è necessario spendere grandi cifre ma stiamo attenti alla qualità. Perchè onestamente un oggetto di scarsa qualità non piace a nessuno.





Spero che questi consigli vi possano essere utili, certo sono cose piuttosto ovvie ma molto spesso sono proprio le cose più elementari, che diamo quotidianamente per scontato, a passarci di mente.


Questo post è stato realizzato in collaborazione con il sito troppotogo.it in cui potrete trovare tante Idee regalo di Natale, tra cui, tutti gli oggetti ritratti nelle foto :D

Anche per oggi è tutto, non mi resta che salutarvi,

Alla prossima

Storia di una Blogger creativa e del suo crowdfunding

Oggi dovrei cucire le millemila cose che vorrei portare in fiera tra 10 giorni, invece, sono qui a scrivere un post che non so neanche se mai pubblicherò. Un po' per sfogarmi, un po' per spiegarmi, un po' per lamentarmi.

Sono stata ingenua. Ho dato per scontato che la gente, la community credesse in me e nelle mie scelte professionali senza dover spiegare nel dettaglio quali eventi e tribolazioni mi hanno portato a scegliere di intraprendere il mio progetto di crowdfunding e così ho deciso di rispondere, con quello che si preannuncia un post chilometrico, a chi ha dubbi sulla legittimità di questa mia scelta.

Il mio desiderio di passare su un'altra piattaforma risale a più di 2 anni fa, in concomitanza alla mia volontà di trasformare la passione per la creatività, che coltivavo da tanti anni, in un vero lavoro.
Abituata a fare le cose da sola (ho imparato anche tante tecniche creative da autodidatta) avevo cominciato ad informarmi sull'argomento e avevo trovato anche un tutorial americano molto esaustivo (perchè all'epoca il materiale in italiano scarseggiava) che ti spiegava passo passo come trasmigrare il proprio blog in un mese di lavoro. Ricordo che il primo post era sulla scelta dell'hosting... perchè, per chi non lo sapesse, benché Wordpress.org sia fondamentalmente gratuito, il proprio sito deve essere "ospitato" su un server a pagamento. Mi è bastato quello per andare in paranoia... che hosting scegliere? Quello consigliato era ovviamente americano e, anche se l'inglese bene o male lo capisco, non avevo la confidence di parlare di dettagli tecnici, nel caso fosse successo qualcosa, con un servizio clienti dall'altra parte del mondo. 

Ma all'epoca non era ancora una priorità, perchè all'inizio del 2014 la mansardina di proprietà di mia zia si è liberata e finalmente potevo avere un posticino tutto mio per vivere e lavorare in completa libertà di spazi e orari. Ovviamente i pochi risparmi che avevo sono stati spesi per risistemare la casa, sempre però tenendo conto anche delle spese che avrei dovuto sostenere per la mia attività... ma questa è un'altra storia (che potrei intitolare "come ho rinunciato al frigo bello della smeg per comprare la reflex").

Ora con una casetta-laboratorio tutta mia e la mia nuova macchina fotografica, potevo fare davvero sul serio e così all'inizio del 2015 mi sono data un anno per capire se questa era veramente la mia strada. E' stato un anno molto duro. Niente vacanze, niente spese superflue e con ogni centesimo in più che veniva reinvestito per la mia attività (parlo al passato ma anche il 2016 è andato così).
Non fraintendetemi... non mi sto lamentando, anzi, mi sento superfortunata perchè ho il lusso di avere comunque un tetto sulla testa e la possibilità di poter concentrare quasi tutte le mie energie per realizzare il mio sogno. 

Il 2015 è stato un anno fondamentale per me. Grazie a Sara che mi ha conosciuto proprio grazie al blog e che ha creduto in me, ho capito cosa vuol dire far parte di una community, coi suoi pro e contro. Inoltre, a fine anno, non solo avevo deciso di continuare a vivere il/del mio sogno ma avevo un progetto: un crowdfunding per realizzare un nuovo blog.

Ci sono stati alcuni eventi chiave che mi hanno portato ad intraprendere quest'avventura.

Il primo è stato un incontro di formazione dedicato alle (future) imprenditrici creative, durante il quale si è parlato dei vantaggi di avere (anche) un blog come mezzo di comunicazione/promozione del proprio brand e su come wordpress.org fosse oggettivamente la piattaforma più performante.
Vorrei essere molto chiara su questo punto: io sono convinta che non sia obbligatorio avere un blog per promuovere la propria autoproduzione, ne che il blog debba essere necessariamente su Wordpress.
Per me, per come ho impostato la mia comunicazione, per la mia difficoltà innata ad utilizzare i social (Facebook in primis), avere un blog professionale sulla piattaforma oggettivamente più performante era diventata una priorità se volevo fare crescere il mio biz.
Un ulteriore conferma l'ho avuta qualche mese dopo quando mi hanno dato la possibilità di contribuire al loro blog, è stata un'esperienza eye-opening, mi ha fatto capire ulteriormente la differenza sostanziale che esiste tra un blog professionale e uno amatoriale.

Un'altra cosa fondamentale che ho imparato da questo incontro è che io per prima dovevo pensare alla mia attività in termini di business, uscire dagli schemi di pensiero dell'hobbista autodidatta e cominciare a ragionare come l'imprenditrice che voglio essere. Dopo aver soppesato lungamente tutti i pro e l'unico contro (l'aspetto economico), ho capito che se volevo un sito professionale dovevo rivolgermi ad una professionista.

Il secondo evento chiave è stato il crowdfunding di Erika. Una giovane artigiana che ha avuto il coraggio di mettersi in gioco e chiedere aiuto la community che ha avuto fiducia in lei, nelle sue potenzialità e ha premiato il sua intraprendenza. Erika è un'ottima comunicatrice e negli anni si è fatta conoscere da tante persone che la seguono con interesse e sono state felici di sostenerla e diventare parte attiva di questo progetto.
Ammetto che ho sempre guardato questo tipo di finanziamento con un certo scetticismo, io sono cresciuta con il principio "se hai soldi per pagarlo lo compri, se non hai soldi per pagarlo non lo copri", e il crowdfunding mi è sempre sembrato un po' come chiedere la carità. Mi sbagliavo. Non avevo la mente aperta abbastanza per capire che questa è una grande opportunità per chi non ha i fondi ma le capacità e la tenacia per farcela e che veramente con un piccolo gesto si possono realizzare grandi cose e mettere in moto enormi cambiamenti. 

Lo volevo fare, anch'io... Volevo dimostrare che ho le potenzialità per farcela e per vivere del mio sogno e che il mio blog è uno strumento essenziale per il raggiungimento di questo traguardo. Ovviamente sono stata assalita da mille dubbi e paure ma mi sono lanciata. Sono uscita dalla mia tanto amata confort zone e ho deciso di intraprendere questo progetto.

La prima cosa che ho considerato è stata la scelta della grafica che avrebbe materialmente realizzato il nuovo blog. Naturalmente avevo già cominciato a chiedere in giro un po' di preventivi e mi ero fatta un'idea generale della cifra che mi sarebbe servita. Anche se rivolgermi ad un "nome noto" poteva indubbiamente portarmi qualche vantaggio, anche solo a livello promozionale, ho preferito comunque cercare una piccola attività in crescita che potesse beneficiare insieme a me di questo progetto. Ovviamente, dettaglio non trascurabile, c'era pure la possibilità che mi facesse un prezzo più basso e che avesse sia l'interesse che la possibilità di partecipare attivamente anche alla campagna. Così mi sono ricordata della ragazza taciturna che era seduta di fianco a me al succitato incontro di formazione perciò appena ho avuto l'occasione (a il Mondo creativo dell'anno scorso) le ho parlato di questa mia idea e di come poterla sviluppare.
Confrontandoci su questo progetto, abbiamo scoperto che ci accomunava la stessa etica del lavoro, competenze diverse e caratteri complementari,  questo ci ha permesso di lavorare bene insieme anche su altre collaborazioni (questa è in breve la storia di come sono diventata amica della Federica Campanaro).

Mi ha molto ferito e sbalordito sapere che ci sono persone che pensano che io stia sfruttando la mia amicizia con Federica per questo progetto, insinuando addirittura che potrei farmi fare il lavoro gratis per tenermi i fondi raccolti. Per mantenere i costi  più bassi possibile mi sono offerta di collaborare alla revisione e alla ri-formattazione degli oltre 550 post e, anche in virtù di questo, Federica mi ha fatto un forte sconto.... ma da lì a dire che non la devo/voglio pagare mi sembra assurdo e svilente per tutta la categoria dei web designer.

Un'altra cosa a cui ho tenuto molto sono la scelta delle ricompense. Avrei potuto realizzare delle creazioni con i materiali che ho accumulato negli anni, avrebbe inciso sicuramente meno sui costi; ma non mi sembrava giusto, volevo che i sostenitori avessero un qualcosa di unico e speciale come ricordo per aver contribuito a cambiare il mio futuro.

Un'altra critica che mi è stata mossa riguarda l'importo richiesto, considerato esagerato. Se volete farmi i conti in tasca... oltre al compenso di Federica (che ricordo che per il suo lavoro ha delle spese e paga le tasse) vanno considerati altri costi come i materiali per la realizzazione delle ricompense, i costi per per stampare etichette, cartellini, cartoline, spille e quaderni,... Per non parlare delle spese di spedizione che possono arrivare fino ai 7 euro (a ricompensa) e ovviamente, non dimentichiamoci la commissione totale per Eppela e la ritenuta a transazione per le carte di credito.
Io e Federica abbiamo lavorato tanto per trovare un giusto compromesso tra qualità e prezzo, tenendo conto che è sempre una raccolta fondi.

Ma una delle cose che mi rattrista di più è stata vedere come proprio molte "colleghe blogger" abbiano criticato la mia scelta di appoggiarmi ad una grafica professionista. Io, se devo rifare l'impianto elettrico di casa chiamo un elettricista, la mia conoscenza del funzionamento base degli impianti elettrici e google non mi rende automaticamente capace di mettere mano ad una cosa tanto importante. C'è chi è più competente e magari ci pensa da solo ma non è il mio caso (sia per il blog, che per l'impianto elettrico). Ognuno di noi è libero di fare quello che desidera ma non ho la presunzione che, anche con tutta la mia buona volontà e l'aiuto di google, riuscirei ad eguagliare il lavoro di una professionista, per non parlare della quantità di tempo che dovrei impiegare ad imparare cose ultra tecniche, che dubito mi servirebbero mai più in futuro, invece che dedicami ad imparare come utilizzare al massimo delle sue potenzialità questa piattaforma.

La verità è che è dura e, tante volte in questi anni mi sono chiesta se ho fatto la scelta giusta. Ho voluto fare una scommessa con me stessa, cercare un risultato tangibile che mi dimostrasse che la gente aveva visto l'impegno che metto nel mio lavoro e nell'aiutare da sempre, come posso, la community dell'handmade.  Un segno che i sacrifici che ho fatto (e che sono disposta a continuare a fare) servono davvero a qualcosa. Perchè sono tutti bravi a riempirsi la bocca di belle parole come potere della community, dare una mano ai piccoli biz, promuovere la micro-imprenditoria femminile... quando poi si pensa solo al proprio tornaconto.

Spero che questo interminabile post abbia chiarito una volta per tutte la mia posizione. Ognuno è libero di pensarla come vuole, se credete nel progetto potete sostenerlo facendo una donazione o anche semplicemente condividendolo sui vostri social. Se non credete nel progetto, siete liberissimi di non sostenerlo e rimanere della vostra opinione evitando magari di parlare dietro alle spalle, mettendo in discussione l'onestà e il duro lavoro degli altri.

Mi sembra di aver spiegato le mie ragioni (fin troppo) approfonditamente e non mi sento di dare ulteriore spazio alle dicerie. Se poi vorrete avere un confronto con me, su queste tematiche, io sono sempre qui.


Alla prossima

Il crowdfunding della Vale

Ciao Amici del blog, sono emozionantissima nell'annunciare, finalmente, il progetto a cui sto lavorando da più di un anno.

E' partita su Eppela una campagna di crowdfunding che si chiamerà: Un nuovo blog per Le idee della Vale.




Vorrei trasferire questo blog su wordpress e implementare grafica e funzioni... sogno una gallery dei tutorial sempre aggiornata! I fondi raccolti infatti serviranno per assumere una web designer professionista che si occuperà di queste operazioni.


La campagna ruoterà su 3 punti cardine: 


L'importanza di un avere un sito professionale per la crescita del mio piccolo business


Per me è complicato spiegare quello che faccio ai "non addetti ai lavori", inoltre gran parte della comunicazione on-line della mio brand viene veicolata attraverso questo blog. Non importa quanto io studi o fornisca contenuti di valore, se il contenitore non è professionale anche i miei post tenderanno ad essere percepiti allo stesso modo.
Insomma un blog realizzato da una professionista potrebbe aiutarmi a far fare il fantomatico "salto di qualità" alla mia attività (ho fatto pure la rima!)



Il sostegno reciproco della community


Io credo nel sostegno reciproco e nel potere della community, per quanto mi è possibile ho sempre cercato di aiutare/consigliare/promuovere le piccole realtà. Per questo motivo ho deciso di affidare questo lavoro non ad un piccolo biz, a Federica Campanaro di fii design, in questo modo è come se con un'unica campagna sosteneste entrambe :D

Io e Federica ci siamo conosciute ad un corso di formazione a maggio dell'anno scorso e, nonostante lei fosse...non troppo espansiva e... di poche parole...mi ha colpito subito la sua disponibilità e l'attenzione che mette nelle cose che fa.
Siamo rimaste in contatto sui social e a novembre dell'anno scorso le ho chiesto di collaborare con me a questo progetto. Da lì poi è partito tutto, lei ha aperto un piccolo shop on line, abbiamo girato mezza Italia questa primavera-estate per mercatini e dal 1 al 6 novembre alla Key gallery di via Borsieri 12 a Milano, all'interno della mostra "Mostra chi sei", ci sarà un'opera che celebra la nostra collaborazione!!



Le ricompense


Se siete avvezzi al meccanismo del crowdfunding saprete già che sono previste una serie di ricompense, in base all'importo che donerete. Io e Federica abbiamo lavorato e, anche grazie a sponsor d'eccellenza (come The Color Soup per i tessuti), perché potessero essere un giusto compenso, per quanto possibile, per il vostro sostegno. Spille, quaderni, bustine, zainetti, realizzati in 2 pattern creati per l'occasione, super limited edition.



Insomma come vi avevo anticipato... #tantaroba :D :D :D

Allora che ne dite di questa super novità?
Io sono super elettrizzata con punte di fifa blu :D :D :D

In questi giorni su Instagram cercherò di illustravi nel dettaglio le ricompense che ho realizzato (in collaborazione con fii design) in esclusiva per la campagna.

Bene per il momento è tutto...

Alla prossima!!

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